Disclaimer medico
Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità esclusivamente informative e non sostituiscono il parere del medico o dello specialista. Prima di intraprendere un viaggio o apportare modifiche alla gestione della terapia per il Parkinson, è sempre consigliabile consultare il proprio medico curante o neurologo.

Cos’è il freezing della marcia?

Il freezing della marcia (FOG) è un sintomo debilitante, generalmente associato al morbo di Parkinson. Si manifesta con l’improvvisa e temporanea incapacità di sollevare il piede e muoversi, spesso descritta come la sensazione di essere “incollati al suolo”.

Questi blocchi, brevi ma frequenti e spesso imprevedibili, portano spesso a cadute e infortuni. La gestione include l’adattamento della terapia farmacologica, la fisioterapia e l’utilizzo di stimoli sensoriali.

Aspetti cognitivi: cause e trattamento del freezing della marcia

Il freezing della marcia (FoG) è uno dei sintomi più complessi del Parkinson. Vederlo accadere — una persona che cammina normalmente e poi si blocca improvvisamente — può sembrare quasi incredibile, e verrebbe da dire semplicemente: “alza una gamba e fai un passo avanti!”.

Le cause del freezing della marcia sono complesse e coinvolgono diversi sistemi cerebrali. In generale, si ritiene che sia dovuto a un malfunzionamento della parte automatica del cervello, ovvero una disfunzione dei gangli della base.

Si crea una disconnessione tra l’intenzione di muoversi e il movimento reale, fenomeno definito sovraccarico cognitivo.

Il FoG si verifica spesso quando il cervello è sovraccarico, ad esempio durante il dual-tasking (camminare mentre si parla o si svolge un’altra attività). È anche associato ai momenti “off”, quando i livelli di farmaco sono bassi, ma può comparire anche nei momenti “on” nelle fasi più avanzate.

Esistono inoltre fattori ambientali che favoriscono il freezing, come:

  • porte e passaggi stretti
  • spazi ridotti
  • pavimenti uniformi
  • cambi di direzione

Girarsi o cambiare direzione richiede una coordinazione complessa e può causare sovraccarico. Anche situazioni di stress aumentano il rischio.

Un altro elemento importante è la convinzione di bloccarsi: spesso si teme il blocco… e il blocco avviene davvero. È una sorta di profezia che si autoavvera, molto comune nel Parkinson.

Trattamento e strategie di gestione

Poiché il freezing si manifesta in modo diverso da persona a persona, è necessario un approccio multilivello.

  1. Farmaci
    Il primo passo è ottimizzare la terapia dopaminergica.
    Se il freezing avviene durante le fasi “off”, modificare dosaggio o tempi della levodopa può ridurre significativamente gli episodi.
    Se avviene durante le fasi “on”, il neurologo valuterà terapie alternative.

Attenzione: non modificare MAI in autonomia la terapia. Devi sempre rivolgerti al tuo medico. Tutti i consigli contenuti in questo articolo sono puramente informativi. 

  1. Fisioterapia e “forced exercise” + cueing
    Il cueing è uno dei metodi più efficaci per “aggirare” il ritmo interno compromesso dei gangli della base usando stimoli esterni.
  2. Stimoli visivi
  • puntatori laser
  • nastri sul pavimento
  • linee immaginarie da superare

Questi “ingannano” il cervello, facendogli percepire un ostacolo. Questo attiva la corteccia frontale, che invia il comando di sollevare la gamba e superare l’ostacolo.
Il movimento in avanti dura di solito 6–8 passi, poi il controllo torna al sistema automatico (ancora compromesso) e può riattivarsi il blocco.

Questo spiega perché una tecnica molto efficace è quando qualcuno mette il piede davanti al tuo: crea un ostacolo reale.
Funziona bene, ma richiede la presenza costante di un’altra persona.

  1. Stimoli uditivi
  • metronomo
  • musica ritmica
  • marce militari
  • cantare

Cantare o seguire un ritmo aiuta molto il movimento.

  1. Aspetti psicologici
    Pensare “sto per bloccarmi” porta spesso al blocco.
    La paura del Parkinson contribuisce al meccanismo del freezing. Nel nostro centro abbiamo osservato un caso in cui una persona si bloccava quasi volontariamente per ansia o convinzione.
    Attraverso esercizi e cambiamenti nella routine, abbiamo dimostrato che, così come poteva convincersi a bloccarsi, poteva anche convincersi a muoversi.
    Dopo un percorso, è tornata a casa con la capacità di ridurre gli episodi.

Tecniche efficaci per sbloccare il movimento

freezing della marcia

Esistono molte strategie per limitare il freezing. Tra le principali:

  • evitare lo stress
  • metodo del “blocco del piede”
  • ritmo
  • canto

Un metodo molto diffuso è il Metodo delle 5S:

  1. STOP – smetti di cercare di avanzare
  2. STAND TALL – raddrizza la postura e guarda avanti
  3. SHAKE/SIGH – respira profondamente o rilassa le mani
  4. SHIFT/ROCK – sposta il peso da un lato all’altro
  5. STEP – fai un grande passo in avanti

Altre strategie utili:

  • fare passi laterali se non riesci ad avanzare
  • contare ad alta voce (uno, due, TRE — muoversi al tre)
  • usare linee sul pavimento per regolare il passo

freezing della marcia

Un esempio creativo: un paziente aveva attaccato bottiglie al deambulatore e cercava di “colpirle” camminando. Non classico, ma efficace.

Strumenti e aiuti visivi

Le tecniche migliori includono:

  • segni sul pavimento
  • piastrelle bianche e nere per creare contrasto visivo

Questi aiutano a rompere la monotonia del pavimento e forniscono stimoli visivi utili.

Un aspetto curioso: il freezing raramente si verifica sulle scale, probabilmente perché forniscono già stimoli visivi chiari.

Esistono anche dispositivi tecnologici, con risultati variabili.

Cosa fare durante un episodio di freezing

Durante un episodio di freezing della marcia, è fondamentale non farsi prendere dal panico. Cerca invece di rilassare sia la mente che il corpo, riducendo la tensione che può peggiorare il blocco. Può essere utile immaginare mentalmente una tecnica di sblocco — come fare un grande passo o superare una linea — e poi applicarla con calma e fiducia, convinta che funzionerà.

Come prevenire il freezing della marcia

Molti episodi sono legati all’ambiente. Modificare la casa può aiutare:

  • eliminare ostacoli e tappeti
  • evitare spazi stretti
  • migliorare l’illuminazione
  • aggiungere segnali visivi (nastri o piastrelle)

Quando chiedere aiuto

Se gli episodi sono frequenti e compromettono la qualità della vita.

  • il neurologo è importante (soprattutto per la gestione della levodopa)
  • il professionista più efficace è spesso un fisioterapista neurologico specializzato nel freezing

In generale è SEMPRE consigliabile rivolgersi al tuo medico per discutere di sintomi e tecniche migliorative.

FAQ sul freezing della marcia nel Parkinson

Quanto dura un episodio di freezing della marcia?

Un episodio di freezing della marcia nel Parkinson dura in media circa 10 secondi, ma può prolungarsi oltre un minuto. In casi più rari, soprattutto durante fasi “off” o in situazioni di forte stress, può durare anche diversi minuti. Se gli episodi diventano frequenti o più lunghi, è consigliabile consultare il proprio medico o neurologo.

Il freezing della marcia è pericoloso?

Il freezing della marcia in sé non è direttamente pericoloso, ma aumenta significativamente il rischio di cadute e quindi di possibili infortuni. Per questo motivo è importante adottare strategie di prevenzione e gestione, e confrontarsi con uno specialista per ridurre i rischi.

Si può eliminare completamente il freezing della marcia?

È raro che il freezing della marcia scompaia completamente senza interventi specifici, come ad esempio la DBS (stimolazione cerebrale profonda). Tuttavia, è possibile ridurre in modo significativo la frequenza e l’intensità degli episodi attraverso terapia farmacologica, fisioterapia e tecniche di cueing. È sempre importante valutare le opzioni con il proprio neurologo.

I dispositivi di cueing funzionano davvero?

I dispositivi di cueing possono essere utili nel trattamento del freezing della marcia, soprattutto se la persona è stata addestrata a rispondere a stimoli esterni. Tra i più utilizzati ci sono:

  • laser
  • occhiali con linee visive
  • dispositivi a vibrazione
  • segnali sonori

Questi strumenti possono aiutare a facilitare il movimento, anche se l’efficacia varia da persona a persona. Le tecnologie più avanzate, come la realtà virtuale, sono attualmente in fase di sviluppo e potrebbero offrire soluzioni ancora più efficaci in futuro. Anche in questo caso, è consigliabile parlarne con un medico o uno specialista prima dell’utilizzo.