Indice dei contenuti
Disclaimer medico
Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità esclusivamente informative e non sostituiscono il parere del medico o dello specialista. Prima di intraprendere un viaggio o apportare modifiche alla gestione della terapia per il Parkinson, è sempre consigliabile consultare il proprio medico curante o neurologo.
Come prevenire la rigidità (stiffness) durante i lunghivoli
Stare seduti a lungo in aereo provoca inevitabilmente rigidità muscolare, dolori e aumenta il rischio di accumulo di sangue nelle gambe o di sviluppare coaguli, noti come Trombosi Venosa Profonda (DVT).
Per contrastare questi sintomi, si consiglia di seguire queste indicazioni:
Esercizi di stretching da fare al proprio posto
- Rotazioni delle caviglie (Ankle Circles): sollevare i piedi dal pavimento e disegnare dei cerchi con le dita dei piedi (muovendone uno in senso orario e l’altro in senso antiorario) per circa 15 secondi per direzione
- Pompe dei piedi (Foot Pumps): appoggiare i talloni e sollevare le dita dei piedi il più possibile; poi appoggiare le piante e sollevare i talloni. Ripetere continuamente a intervalli di 30 secondi
- Sollevamento delle ginocchia (Knee Lifts): sollevare una gamba alla volta mantenendo il ginocchio piegato e contraendo il muscolo della coscia (10 ripetizioni per gamba)
- Ginocchio al petto (Knee to Chest): piegarsi leggermente in avanti, afferrare il ginocchio sinistro con le mani e stringerlo delicatamente al petto per 15 secondi, poi alternare con l’altro
- Flessioni in avanti (Forward Flex): con i piedi piatti sul pavimento, contrarre l’addome, piegarsi lentamente in avanti e far scivolare le mani lungo le gambe verso le caviglie. Mantenere la posizione per 15 secondi e risalire lentamente
- Rotazioni del collo e delle spalle: rilassare le spalle, inclinare delicatamente la testa verso una spalla per 5 secondi e poi verso l’altra. Eseguire poi movimenti circolari morbidi con le spalle spingendole in alto, indietro e in basso.
- Spinte sul sedile (Seat Pushes): sedersi ben dritti, posizionare le mani sul sedile ai lati dei fianchi e, tenendo i gomiti piegati, spingere per sollevare leggermente i glutei dal sedile.
- Movimento in cabina: Se le condizioni di volo lo permettono e ci si sente stabili, alzarsi e camminare lungo il corridoio una volta all’ora. Stare seduti a lungo mantiene le ginocchia ad angolo retto, “strozzando” le vene delle gambe e ostacolando la corretta circolazione. Camminare aiuta a riattivare il flusso sanguigno verso il cuore.
- Idratazione costante ed evitare l’alcol: L’aria secca degli aerei disidrata rapidamente, rendendo il sangue più denso e incline alla coagulazione. Bere molta acqua o bevande non alcoliche è fondamentale sia per la fluidità del sangue, sia per favorire l’assorbimento e l’efficacia dei farmaci per il Parkinson. L’alcol va assolutamente evitato: sebbene aiuti a rilassarsi, favorisce la disidratazione, aumenta il rischio di vertigini quando ci si alza e causa forti dolori muscolari se ci si addormenta in posizioni scorrette.
- Abbigliamento e calze preventive: Indossare calze a compressione graduata per tutta la durata del volo aiuta a evitare il ristagno di liquidi e il gonfiore alle gambe. È consigliabile indossare vestiti comodi e scarpe facili da sfilare e infilare, utili anche per facilitare i controlli di sicurezza in aeroporto.

Come prevenire e superare il “Freezing of Gait” (Fermo motorio)
Il freezing è un blocco temporaneo e involontario del cammino in cui si ha la sensazione che i piedi siano “incollati” al pavimento. Può essere scatenato da corridoi stretti, cambi di ambiente (come l’imbarco), stanchezza, folla o ansia da fretta. In caso di episodio, si possono applicare diverse strategie per ingannare il cervello e riattivare il movimento.
- Fermarsi e non forzare: Se si percepisce un blocco imminente, bisogna evitare di forzare il passo in avanti. Se i piedi rimangono bloccati ma il busto continua a muoversi per inerzia, aumenta notevolmente il rischio di caduta. Bisogna fermarsi, fare un respiro profondo, calmarsi e pianificare mentalmente il movimento successivo prima di eseguirlo.
- Spostamento del peso (Weight Shift): Anziché cercare di avanzare, occorre spostare delicatamente il peso del corpo sull’altra gamba (quella non bloccata), dondolando leggermente la testa e le spalle da un lato all’altro. Questo sblocca il piede opposto e permette di fare il passo successivo. Può essere utile anche fare un piccolo passo indietro o di lato prima di ripartire in avanti
- Evitare svolte brusche: Non girare mai facendo perno rapidamente su un piede; eseguire invece svolte ampie e lente a forma di “U”.
- Segnali visivi (Visual Cues): Concentrarsi su una linea immaginaria, sulle fessure tra le piastrelle sul pavimento o utilizzare un puntatore laser verde (come i dispositivi portatili NexStride da agganciare al bastone o al deambulatore) proiettato sul pavimento, visualizzando se stessi mentre si scavalca fisicamente quella linea di luce.
- Segnali uditivi e immaginazione (Auditory & Mental Cues): Seguire un ritmo regolare cantilenando a mente o a voce alta (es. “sinistro, destro”, “uno, due, tre, passo”) o utilizzare un piccolo metronomo portatile agganciato agli abiti. Anche l’uso di parole di innesco decise come “vai”, “marcia” o “passo” aiuta il cervello a bypassare i percorsi neurali danneggiati per attivare il movimento. Prima di partire, può aiutare molto immaginare mentalmente la sequenza fluida dei propri passi (attentional strategy).
- Tatto: Per alcune persone è utile farsi toccare delicatamente la schiena dal caregiver o picchiettare leggermente la propria gamba per segnalare al corpo quando fare il passo.
Consigli vari di logistica e organizzazione del viaggio
Visita medica preventiva (4-6 settimane prima): Consultare il proprio neurologo prima di prenotare per confermare che la propria salute sia stabile. Richiedere una lettera medica ufficiale che spieghi la diagnosi di Parkinson, specifichi i farmaci (con nomi generici e commerciali) e l’eventuale presenza di uno stimolatore cerebrale profondo (DBS) per i controlli di sicurezza.
Gestione del cambio di fuso orario: Pianificare attentamente con il medico lo schema terapeutico durante il viaggio.
Una linea guida comune prevede di aggiungere una dose di farmaco per ogni guadagno di 3-5 ore (volando verso ovest, es. da Roma a New York) e togliere una dose per ogni perdita di 3-5 ore (volando verso est, es. da Roma a Singapore) sul totale della giornata di viaggio, ma la strategia va sempre personalizzata
Impostare sveglie sul telefono (e avere un piano cartaceo scritto di riserva) per mantenere gli orari corretti. Regola tassative per i farmaci:
- Mai inserire i farmaci nel bagaglio da stiva. Custodirli rigorosamente nel bagaglio a mano, divisi in due scomparti diversi per sicurezza.
- Portare una scorta extra: si consiglia di portare con sé almeno il doppio della quantità di farmaci prevista per il viaggio (o una scorta extra di almeno due settimane) per far fronte a ritardi imprevisti o smarrimenti.
- Utilizzare i flaconi originali: mantenere i farmaci nelle loro scatole originali provviste di etichetta medica per evitare problemi o sequestri doganali. Evitare l’uso di portapillole fino all’arrivo a destinazione
In Aeroporto:
Richiedere il servizio di sedia a rotelle o carrello elettrico in anticipo: anche se non si usa abitualmente la sedia a rotelle a casa, le distanze nei grandi aeroporti possono essere sfinenti. Questo servizio riduce lo stress dei transiti, garantisce l’imbarco prioritario e permette di risparmiare energie preziose per la vacanza. Scegliere un posto lato corridoio e vicino alla toilette, preferibilmente nelle prime file per non dover percorrere corridoi stretti e affollati in aereo. I limiti di peso e numero per i bagagli a mano non si applicano ai dispositivi di assistenza e alle forniture mediche essenziali. Se si ha un sistema DBS impiantato, evitare i metal detector tradizionali: mostrare la scheda del dispositivo e richiedere agli agenti TSA o della sicurezza una perquisizione manuale (“pat-down”).




