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Sono quasi rassegnata a ricoverarmi in un istituto di lunga degenza per non pesare sui miei familiari, ormai cado tutti i giorni, il mio equilibrio è sempre più precario e così il mio umore. Navigo su internet per trovare un istituto che non sembri un ospizio, ma ogni immagine, mi fa venire in mente solo: anziano, solo, malato.
Poi mi viene davanti un indirizzo Centro Europeo per il parkinson, comincio a leggere e mi si apre uno spiraglio, certo non è convenzionato, ma dopo aver letto la presentazione del metodo, decido di investire su questa opportunità, prenoto e finalmente il 23 febbraio parto per andare al centro. Il giorno dopo una attenta fisioterapista mi sottopone a dei test sulla camminata, sull’equilibrio, sul giusto modo di affrontare l’ospite quando mi incolla i piedi a terra e sulla respirazione……

Gli argomenti esposti semplicemente ma molto chiari e gli esercizi da fare mi stimolano, non devo cedere. Il lavoro è intensivo, ma non mi stanca, i risultati sono confortanti, e intanto a fine giornata mentre controllo i passi fatti, mi rendo conto che non ho avuto nessun momento off.

Mi sembra impossibile, in albergo c’è una spa e decido quindi di vivere questa settimana come una vacanza, non come “l’ultima spiaggia”.

Nessuno in questi sei anni di malattia mi ha mostrato l’immagine del mio cervello facendomi vedere che la parte dietro è quella che non funziona più e nessuno mi ha detto che io posso sostituire il suo lavoro stimolando la parte frontale che governa i movimenti volontari pensando l’azione prima di compierla.

A tutto questo partecipa mia figlia che acquista consapevolezza di questa malattia, ma senza spaventarsi per quello che sarà il futuro, la conoscenza elimina la paura e l’ansia. Ogni giorno è un progresso in più, la camminata più sciolta e stabile, dolori più attenuati. Arrivo alla fine della settimana e non ho avuto nemmeno un momento di off, ma soprattutto ho tanta voglia di andare avanti, trovare la serenità per vivere, posso ancora camminare, stare al sole, godere di un massaggio in acqua.

Io sono arrivata sentendomi una handicappata cercando un ricovero e parto con l’energia dei miei migliori anni, alla fine di una bella vacanza!

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