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L’ attività fisica riduce i sintomi motori.

Uno studio ha dimostrato che se i pazienti affetti dal morbo di Parkinson svolgono regolarmente attività fisica si riducono i sintomi motori della malattia.

Gli scienziati della Northwestern Medicine dell’Illinois e della University of Denver hanno testato per la prima volta gli effetti dell’attività fisica ad alta intensità su pazienti parkinsoniani ed hanno scoperto che l’esercizio fisico ripetuto 3 volte a settimana diminuirebbe il decorso della malattia di Parkinson.

La scoperta appare alquanto significativa poiché studi precedenti ritenevano lo sforzo fisico troppo stressante per questi pazienti.

Parkinson è la seconda malattia neurodegenerativa più comune e la più comune malattia del movimento. I sintomi caratterizzanti comprendono la progressiva perdita del controllo muscolare, tremori, rigidità, lentezza e compromissione dell’equilibrio. Ad uno stadio avanzato della malattia risulta difficile camminare, parlare e svolgere compiti motori comunemente semplici. I farmaci più utilizzati per curare la malattia presentano diversi effetti collaterali e una ridotta efficacia nel tempo per questa ragione appaiono necessari nuovi trattamenti.

“Per rallentare la progressione dei sintomi basterebbe che il paziente svolgesse attività fisica ad alta intensità ovvero con una frequenza cardiaca compresa tra l’80 e l’85%” ha affermato l’autore dello studio Daniel Corcos, professore di fisioterapia e scienze del movimento umano presso la Scuola di Medicina della Northwestern University.

Lo studio clinico randomizzato ha coinvolto 128 soggetti di età compresa tra i 40 e gli 80 anni provenienti dalla Northwestern University, dal Rush University Medical Center di Chicago, dall’Università del Colorado e dall’Università di Pittsburgh.

È bene specificare che ogni partecipante era supervisionato costantemente da un cardiologo il quale valutava la risposta del cuore allo sforzo che il soggetto stava compiendo. Corcos ha dichiarato “Abbiamo ideato per i soggetti un allenamento adeguato. Non si tratta di stretching ma di un’attività particolarmente intensa per confermare l’idea secondo la quale l’esercizio fisico possa essere utilizzato come cura”.

Alla fine dello studio, trascorsi 6 mesi, i partecipanti sono stati valutati utilizzando una scala di misurazione della gravità dei sintomi con punteggi compresi tra 0 e 108 (gravità massima dei sintomi). Tutti i partecipanti nella fase precedente allo studio avevano ottenuto un punteggio di circa 20. I risultati hanno dimostrato che i soggetti del gruppo ad alta intensità mostravano un punteggio invariato, il gruppo con esercizio moderato presentava un peggioramento di 1.5 punti mentre il gruppo di controllo mostrava un peggioramento di addirittura 3 punti. Considerato il punteggio di pre-trattamento pari a 20, il risultato rappresenta un cambiamento del 15% dei sintomi primari, il ché comporta conseguenze clinicamente importanti soprattutto in termini di qualità di vita.

Rispetto agli studi precedenti che avevano una durata media di 12 settimane, lo studio ha osservato un elevato numero di partecipanti svolgere attività particolarmente intensa per un periodo di tempo relativamente lungo.